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FAQ

Ho programmato la centrale in modo tale che l’impianto antintrusione si inserisca ad un certo orario serale però un determinato reparto si dovrà fermare oltre l’orario di lavoro, è possibile far conciliare le due cose?

Le singole aree dell’impianto dispongono della funzione di “ritardo inserimento” che, mediante un codice abilitato oppure agendo su un ingresso predefinito per tale funzione, da la possibilità, per un periodo di tempo definito in fase di configurazione, di procrastinare l’inserimento. E’ inoltre possibile limitare il numero di tali richieste se consecutive ad un determinato valore.

E’ possibile legare l’inserimento ed il disinserimento del sistema antintrusione ad orari della giornata?

Grazie al programmatore orario della centrale è possibile definire l’ora in cui le varie aree dell’impianto saranno inserite o disinserite, si possono configurare inoltre i diversi giorni della settimana, programmare le festività ed i periodi di ferie. Queste fasce orarie possono anche essere utilizzate e destinate per funzioni diverse quali, ad esempio, il comando automatico dell’impianto di illuminazione, lo sblocco di varchi controllati durante determinati orari, etc.

L’edificio da proteggere mediante il sistema anti-intrusione ha anche dei varchi di accesso che vorrei controllare ma non ho bisogno di tutte le funzionalità di un sistema di controllo accessi, come posso fare?

Il sistema RAF500 comprende, fra i vari concentratori di campo, un modulo di controllo porta che, associato a un lettore di identificazione (prossimità, codice numerico, biometria, etc.) può gestire le funzioni di apertura e controllo di un varco. Grazie alle potenzialità della centrale, si può inoltre condizionare la possibilità di apertura della porta, ad esempio: lo stato di inserimento delle aree concernenti l’accesso.

Un sistema di controllo accessi centralizzato può continuare a funzionare se il PC dove è installato il software di gestione è spento o scollegato?

Tutte le principali funzioni sono gestite dalle centrali anche in modo stand-alone; le eccezioni potrebbero essere, in alcuni casi, l’antipassback o l’attivazione di uscite legate a logiche complesse inerenti a centrali diverse. La memorizzazione degli eventi è mantenuta entro un determinato limite quantitativo nelle singole centrali ed al ristabilimento della comunicazione con il PC tali eventi vengono inviati al programma per l’immagazzinamento nel registro storico complessivo del sistema.

Sono in possesso di un sistema di rilevamento presenze che utilizza tessere magnetiche, adesso si è presentata la necessità di installare un sistema di controllo accessi con tecnologia d’identificazione di prossimità. Devo fornire a ogni dipendente una nuova tessera in aggiunta a quella attualmente in dotazione?

No, è possibile sostituire le tessere correnti con altre a doppia tecnologia, sfruttandone quindi la banda magnetica per l’attuale sistema di rilevamento presenze ed il trasponder di prossimità per il controllo accessi.

Per implementare un sistema di controllo accessi centralizzato è necessario prevedere dei cavi dedicati per l’interconnessione delle centrali di controllo varco?

No, è possibile utilizzare il ‘back-bone’ TCP/IP aziendale scegliendo, per i componenti del sistema, tale tipologia di interfaccia di comunicazione.

C’è la necessità di gestire delle tessere temporanee per i visitatori: cosa devo prevedere in reception?

Basta un PC collegato sulla stessa rete del server di controllo accessi e con installato l’applicativo client limitato alla gestione dei visitatori.

Com’è possibile calcolare il numero di rivelatori da installare all’interno di un locale?

OA-T è un rivelatore termico di tipo indirizzato certificato CE CPD EN54-5 per funzionare sia come rivelatore termovelocimetrico sia come rivelatore termostatico secondo le 3 classi di temperatura (A1, A2 e BR) definite nella norma di prodotto. La temperatura statica d’allarme del rivelatore può essere scelta durante la programmazione dell’impianto, mentre la parte velocimentrica può essere o meno disabilitata. Questo è un grosso vantaggio in quanto il rivelatore OA-T può essere configurato ed adattato in base alle esigenze dell’impianto senza l’obbligo di doverlo sostituire con un modello diverso nel caso in cui fosse necessario variare la temperatura d’allarme o escludere la parte velocimetrica.

Nelle strutture ospedaliere è necessario prevedere una ripetizione ottica anche per i rivelatori installati all’interno delle camere di degenza?

OA-T è un rivelatore termico di tipo indirizzato certificato CE CPD EN54-5 per funzionare sia come rivelatore termovelocimetrico sia come rivelatore termostatico secondo le 3 classi di temperatura (A1, A2 e BR) definite nella norma di prodotto. La temperatura statica d’allarme del rivelatore può essere scelta durante la programmazione dell’impianto, mentre la parte velocimentrica può essere o meno disabilitata. Questo è un grosso vantaggio in quanto il rivelatore OA-T può essere configurato ed adattato in base alle esigenze dell’impianto senza l’obbligo di doverlo sostituire con un modello diverso nel caso in cui fosse necessario variare la temperatura d’allarme o escludere la parte velocimetrica.

Il rivelatore OA-T è un rivelatore termostatico o un rivelatore termovelocimetrico?

OA-T è un rivelatore termico di tipo indirizzato certificato CE CPD EN54-5 per funzionare sia come rivelatore termovelocimetrico sia come rivelatore termostatico secondo le 3 classi di temperatura (A1, A2 e BR) definite nella norma di prodotto. La temperatura statica d’allarme del rivelatore può essere scelta durante la programmazione dell’impianto, mentre la parte velocimentrica può essere o meno disabilitata. Questo è un grosso vantaggio in quanto il rivelatore OA-T può essere configurato ed adattato in base alle esigenze dell’impianto senza l’obbligo di doverlo sostituire con un modello diverso nel caso in cui fosse necessario variare la temperatura d’allarme o escludere la parte velocimetrica.

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